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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Tra mesti sussurri e ricami di un tempo

Sparge di versi  Una sera di estate Il rivolo incanto Che nuvolo preme Tra le fauci arquate Di un mesto cammino. Lieve il fruscio che il manto Di notte deterge. Nuda si arriccia l'impavida Ombra. Fresca aria rimanda ai tersi Ricordi. Sarà assopita da una storia In sussurri e dai mesti Ricami del tempo  Una parola, Che il buio non atterrisce, Che il vento arcano Non riesce a smarrire.

Il tenue buio di una voce

Nuda sarà  Una tiepida rosa Risorta. Colta tra sibili Infranti e posta Tra le mani del vento. Fresca sarà una sola Luce dimessa, Che miti sorti Negli occhi suoi Rifrange. Un commiato, Questa buca che lascia Ad una promessa Una voce e il tenue Buio che regge.

Forse cos' è una poesia

Cos' è una poesia? "Tendersi per cercare di lambire parola nel vento riversa, che in nulla stringe silenzi, desideri, passioni, lacrime e sangue e tenui sorrisi al chiaro di luna, di stelle e di un sole, in coltri di nebbia, nei vicoli stretti di una memoria e di una storia vissuta da pallidi occhi e da palpiti vuoti che scavan e si serban nel cuore."

Triste decoro di una candida via

In ogni cosa verte un respiro, Che scruta dal fondo, Che palpita in acque Rubate, In lievi sibili assorti. In ogni posa si regge Un cammino, Tratto da passi  E lievi sussurri Di stelle, Irto tra nidi, rami E schegge di massi  A triste decoro Di una candida Ultima via. Andrea Ravazzini

Impervio traballare di un mondo

Dice il folto nucleo Di una verità  Assorta, Immensità, E si rovescia  Impervio Il traballare Immondo. Dice  Il triste rovescio Di una carezza, Cruda vanità, E si sbriciola A tratti la sorte Beffarda  E la nuda parola  Di un mondo. Dice una morte Irrisolta Che in terra  E memoria Sussiste Odi bianche A un pallido sole. Ai lati di uno sguardo Una gemma raccolta, Un ricordo sfiorato  Rimane. Dice un lento rilascio Di questo scorcio Di tempo, Una lieve parola, E lento riaffiora Nel sorgere spento In un solo sussulto, In un tiepido bacio  Disperso nel vento, In un piccolo tocco  Distratto e redento  Di uno scarno, solo, -Distrutto- Breve momento.

Triste brusio di una vana chimera

Vertigine sorda Brancola tra i folti Echi di un buio. Resta muta, deserta  Questa cosa lasciata Tra le mani asciutte, Dimenticate nel tonfo Di una vaga caduta, Di un fine raccolto, Il rimorso degli anni. Attonito guarda  Il sordo profilo Una quiete  Degli occhi.   Amara risorge  Assurda Una scia recondita Di una gioia lontana, Triste brusio  Di una vana chimera, Ballo restio che dirada  Nel vento Un legame distratto Dal soffio nero  Di un breve Momento.

Tra le mani sottili di un porto

Nitido in tondo, Lento rimorso, Giro regale Di una sana Acquiescenza, Che fine il nulla Tra sibili spenti Risale. Buio si aggrappa Alla foce di un canto, Sino alle vette, Tra gli strascichi Impuri di questo Verde capestro. Nuvole assorte Colmano lievi Ferite, Uno strappo denso, I contorti Lasciti di un grande  Dolore. Un filo sottile Passeggia Tra i vagiti Dei monti redenti. Nutre i colori Di un suono L' accucciarsi breve Di un' alba alle porte. Uno stormo bivacca Tra i rami del sonno, Tra i fragili costoni Candidi Di un cuore fine  Tra le mani di un porto.