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Grappoli caduci e incaute vastità

Brevità assorta Arranca tra fini sussurri E tra incolti penduli  Grappoli. Dipana le sorti Di un viso chimera Tra fili sottili Dismessi Di una gracile verità  Nel nudo costato trafitta. Alterco di base insorge Tra i minimi distorti Solfeggi. Zona vasta serenità  Di questo mondo Le briglie sorregge Alle porte socchiuse Di occhi lucenti, Nei sottili battenti Di un lieve tramonto Che nel sorgere Del vento a ponente Incauto e morbido  Verrà.

Rinnovo di attesa e sospiri tra i tenui fili di un manto

Languida Lieve  Lontana frescura, Lenta l' ora levante Che breve perdura Stanca Abbraccia. Nel tiepido cuore Affianco a un'orizzonte Rimorso Il pio desiderio  Accarezza nell' alba Una vana densità  Che voce vasta Stringe, Resurge. Luminoso il porto Dimentico nell' incavo Di uno sguardo in polvere Riposto, teso tra trame Deposte Alle soglie di un tempo. Condurrà per mano Tra il fragorio tenue  Di onde di rotta malsana  Un sogno sospiro. Bruna la notte affianca Il silente grigiore  Di occhi morenti. Sospeso e inclinato Un vezzo di gloria L' aria trafigge Tra fili di attesa Sottili e rivoli densi Di un intreccio accasciato. Fini cinguettii Arricciano il passo. E venne un brusio Lontano tra i boschi, Tra sorsi di un lago Di un manto socchiuso Che preme le labbra Sul ruvido stemma Di un ricordo infinito Coricato alle falde Di un ultimo sorso, Respiro di un pianto.

Degli occhi e di un lontano rumore

Neve e nube candore  Nei pressi di una svolta  Perenne risalgono  Il nudo sentiero Battuto dal vento. Lacrime e una lieve Fiammella che intrepida Un cuore riscalda  Nei brevi sussurri Di questo tempo velato  Scendono tra piccoli sassi E rivoli di una riva del mare. Nitida nella polvere L' orma desueta  Si accuccia In attesa -sul fondo- Di un lontano rumore Che giunge scomposto Da un cielo ancestrale.

Tenui luci di sguardi e sapore di ricordi

Luce breve si insinua Tra le costole  fitte Di questa stretta Mattina. Nel dono sfocato Di questo terso Momento Nuvole infrange  E lieve attraversa  Il sapore tenue Di un candido Ricordo Che gli occhi ha di te. Nudo il sospiro Di un tuo lontano Abbraccio, A cui stretto Mi stringo. Veleggiano lucciole Dalle ali ramate Di sottili rimpianti Su un manto notte Che voce ha di Fine recondita E di mite nostalgia.

Di gemme e silenzi

Entrata a sorte Tra i cinguettii freschi In una porta di una fiaba, Una nuvola densa Trasporta redenta Il tenue brillio  Di una tenuta immensa Dal fresco canto primavera. Fiori di tempo E lievi sussurri Tra il vento  Ed i colli Abbraccia e Rimarca. Fragile e spenta Buia luce di inverno Nel bieco cantuccio Al riposo si aggrappa. I sogni di un breve passato Rifuggono l' alveo dei Notturni ricordi. Rende l' aurora Il silenzio dei prati Una gemma donata Che muta ricama Il corredo nuovo di Una lunga compagnia.

Limbo di stelle e schiuma di mare

Limbo denso Vira sul fondo Ai lati di una falda Dagli occhi Chimera. Campo insensato Incolore Sogna il mio tempo Lontano Il tiepido Sguardo di una stella Raccolta E il profondo Respiro  Che viene dal passo Di una schiuma di mare.

Nuvole amare e sole densità

Giungendo Da un coro Di anime delicate, Lieve intrude In solchi  Di un mondo Un guscio incanto Di ricordi posati Sulle cime infrante Di onde dorate. A cavallo di una memoria  Persa L' orizzonte mesto  Di questo  Scorcio di vita Lieve e informe Tra giacigli di nuvole Amaro Si disseta.

Dirottato un giorno

Sincera notte di estate Un cumulo assorto Sorregge. Le stelle un velo Lungo Da un giorno Dirottato Lieve Attorcigliano Tra sinceri Momenti E infine abbracciano. In una tenera età  Volteggiano le mani Tra i fili Di un tiepido ricordo. Colgono  Sassi ramati  E nei sussulti Di corse campestri Gli sguardi cadono Come ad una ad una Le sere di questa nuda Nostalgia di un fiore Ambrato  Dagli occhi di campo.

Limina sorge

Diafana Ruvida nel tempo Discesa, Una candida attesa, Una vita e un ricordo Che regge immenso Le sorti difese, Discese, E si pone in attesa, Contesa, E nuda risorge, Tra una e una E una, Le stelle. Un incanto Impavido Nudo che Sorge A monte È Ribelle Di una impavida Confusa -Nel sorgere Denso- Ripida Resa.

Intonsi cardini di un domani

Immensità chiara  Le nude radici Ai margini Sciolti Avvolge. Una a una Le stelle Dirada  E accoglie Un desiderio Mesto  Intrecciato Al vago nostro Intonso Rivederci. Nuvoleggia Sui cardini Di un domani Che sfiora Incolta, E incanta Ancora, La nostra porta.

Tra residui di un pianto il vitreo riflesso

Nubi affondano Nel folto mar Che di luce Tracima. Resta infine Tra gli amari Incolti residui Una tenue nuda Grandezza.

Negli occhi tra squarci e tralicci

Altre divagazioni Barcollano e nei Tuffi, e nei lampi Affonderanno Tra gli squarci Alla sera. Nudità di una deserta Apparenza, che tra I tralicci scrostati Tracima di essere E di bianca, recondita Essenza. Brevità, ode il sussulto Negli occhi eterni Di questo terso biancore Che vive e dimora Tra rami e fili Di una notte assorta Tra mille e mille Gironi di una quiete Che sapore ha di inferno.

Preghiera una sera

Obliqua densità  Che in sorti Dimora, Ruvida assenza Riporta Tra le braccia  Sottili  E tra fili inclinati Di campi distesi. Assurdità dimora Nel petto, E nell' aria si spande. Immensità che cela Gli occhi e il sigillo Di una vanità redenta. Ai fratelli nel lungo Riposo, pace dimori E nel respiro di luce Il canto si avveri.

Occhi redenti e silenti

Nuvole e terra, Luce dispersa, Ruvida comparsa Nel mezzo di Un niente, Tra buio e luccichii E Polvere sparsa. L' esodo Rende l' aria Tersa, Rarefatta. Nuda incombe Una promessa. Verità il battito Accorto e le Parole di miele  Tra ripide lande E tiepide ninfee Sparse. Rovi silenti Decadono In fondo Tra radi soffi Che colgono Occhi redenti, Lacrime e Pace.

Densità in neve e riverberi estranei

Tracima il fertile Nodo di un' onda Tra le frasche Impure Di questo vano Fumo, torbido Desiderio. Lieve susseguirsi Lento, a ritroso, Di un cieco pulsare Che i ricordi sfocati -Brevi- Sorseggiano, E nudo, incolto, Fanno -a tratti- Intrudere in fondo Alle falde di un mondo, E terso, retto Tra parole disdette E sibili infranti Accolgono al sorgere Di un silenzio Che in neve  Tende a sfumare.

Sibili nudi di una città

Frivola diversità  Regge le sorti E i battiti spenti, Sorge tra i buchi E le crepe di rivoli Densi. Esterni in una notte, Arrancano i fili Distesi dei silenzi Mesti, nei gorghi Riaccesi, Che sorvolano Brevi i sibili Nudi di una città. 

Tra mesti sussurri e ricami di un tempo

Sparge di versi  Una sera di estate Il rivolo incanto Che nuvolo preme Tra le fauci arquate Di un mesto cammino. Lieve il fruscio che il manto Di notte deterge. Nuda si arriccia l'impavida Ombra. Fresca aria rimanda ai tersi Ricordi. Sarà assopita da una storia In sussurri e dai mesti Ricami del tempo  Una parola, Che il buio non atterrisce, Che il vento arcano Non riesce a smarrire.

Il tenue buio di una voce

Nuda sarà  Una tiepida rosa Risorta. Colta tra sibili Infranti e posta Tra le mani del vento. Fresca sarà una sola Luce dimessa, Che miti sorti Negli occhi suoi Rifrange. Un commiato, Questa buca che lascia Ad una promessa Una voce e il tenue Buio che regge.

Forse cos' è una poesia

Cos' è una poesia? "Tendersi per cercare di lambire parola nel vento riversa, che in nulla stringe silenzi, desideri, passioni, lacrime e sangue e tenui sorrisi al chiaro di luna, di stelle e di un sole, in coltri di nebbia, nei vicoli stretti di una memoria e di una storia vissuta da pallidi occhi e da palpiti vuoti che scavan e si serban nel cuore."

Triste decoro di una candida via

In ogni cosa verte un respiro, Che scruta dal fondo, Che palpita in acque Rubate, In lievi sibili assorti. In ogni posa si regge Un cammino, Tratto da passi  E lievi sussurri Di stelle, Irto tra nidi, rami E schegge di massi  A triste decoro Di una candida Ultima via. Andrea Ravazzini