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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Circolarità sottili e tiepidi occhi

Un soffio tenue, Pace che geme,  Irreprensibile, E volge le ali Di denso Frastuono Ai turbini Marci di Un pianto Del tempo. Un battito Lieve riaffiora Tra le ultime  Messi, tra gli Ardenti ricordi Spezzati, Tra i fini calanchi E brucia Nell' ombra divelta E tra i secchi Fili di grano. Nelle mute circolarità  Un canto del nulla Un silenzio posato Prova a schiacciare. L' arco di questo destino Ha gli occhi in rivolta.

L' amaro sorriso e discese di sale

Vette di notte  Nel cuor Di una calma Ambrata Genuflesse. Sibila in fondo Tra fiori essiccati Tra i palmi Consunti Di un bosco  Atterrito Il resto distratto Di un torbido  E amaro Sorriso di mare.

Polveri di stelle e ceste arquate

L' accordo risuona E il vento maestrale Lento e fresco In breve sussulto Preme e Risale. Videro le sorti una Tregua succinta Che sguscia via Dai cardini fermi Della sete divina. Vide lo schiudersi denso Di uno scorcio di tempo La cruna fine di un ago Di questa folta tristezza Eremita, Messa in disuso  E presto in disparte  Da parole  Sommerse, Che in gorgoglio ormai Muto Restano stese tra ceste  In disuso, di vero Coperte, E polvere densa di Un pianto cosparso Di oro e di stelle.

L' ora di mezza mattina

Restringe il basso cerchio Un fuoco denso  Ai margini scuri Di una prua. Stabili voltano le onde Di questo respiro tra I fili iracondi che Segnano vicino I bordi di una via.

Premio Ossi di seppia_solstizio di estate, Premio speciale della giuria_

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No name as reverse of return

As well as i can fly In the Rain of the smile Robot, In the garbage of the snow Of this disconfort that  Made the main line of this  Life a real Sea of crying Serenity as a boat that  Close the eyes in a Moment That forgot the River down Of a streaming lie.

Brevità distorta e rotte di gelo tra tremori di abisso

Se bastasse un lieve respiro Per far rinascere un petalo Morto Ancora e ancora, E per riconciliarsi nel tempo Nei meandri di un canto Sfumato  Dei resti di un fiore reciso,  La serenità silente Potrebbe attraccare indifesa Al mio primo porto vicino, alle falde In disuso del mio ingenuo rimpianto. Basterebbe ciò che rimane nel tremare Delle mani, un fuoco fauto di felicità, Un brillare dei venti vetusti, Uno scorcio di sospiro che incinta  Il mare, E velato si spende tra i fili irrisolti Di un gracile passo di nulla restante Che freme recondito nel rumore vibrante di brevi sfumati e sottili sussulti.

Grappoli caduci e incaute vastità

Brevità assorta Arranca tra fini sussurri E tra incolti penduli  Grappoli. Dipana le sorti Di un viso chimera Tra fili sottili Dismessi Di una gracile verità  Nel nudo costato trafitta. Alterco di base insorge Tra i minimi distorti Solfeggi. Zona vasta serenità  Di questo mondo Le briglie sorregge Alle porte socchiuse Di occhi lucenti, Nei sottili battenti Di un lieve tramonto Che nel sorgere Del vento a ponente Incauto e morbido  Verrà.