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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Brevi sementi e chicchi di buio

Densa stretta fugace Sibila nelle vene E nel petto. Una terra sorge, Lontana.  Il ricordo Fruga nel mezzo Di un respiro spezzato. Gli occhi in ginocchio Trascinano il tempo, Distratto e ridotto, Tra i resti cosparsi Di brevi sementi E chicchi di buio. Una preghiera, Un sussurro, È il tuo nome. Intrisi gli incanti In lento sfacelo, Un tremito, un mondo, Che lesto depone Il sorgere di un sole Che un abbraccio Dolente Al cuore depone.

Cammini nei pressi del circondario

Giunsi poi a credere Che un soffio di vento Non conosce vacillo, Sorge nel tempo Tra crepe e fili di rame  E nei bui sussulti Limita i confini Nascosti del braccio  Del male. Decisi di credere che Una lieve scintilla Dona stanotte  Una candida luce Che urge un vano riflesso, Il nitido incanto di pace Degli occhi densi E irrequieti di una Sponda lontana, Battuta dai tocchi Fini di una voce Soave, Che viene dal mare.

Risvegli tra nebbie sopite

Frastuonano le docili rotte Di questi densi deserti Che un vago silenzio Ripido affligge. Ricordano le sottili distese Il verso di una passata Parola, Incolume ai tocchi duri Del vento, ritratta dal vacuo Sussurro di un' alba dorata Che il rumore dell' uomo Distratto ormai ha spento. Vige sorgendo dall' ombra Il senso del tuono, Il cuore di un unico uomo, Che pace celeste abbraccia Nel buio, al suo risveglio Tra banchi muti di nebbia.

Sibili infranti nei densi riflessi di lago grigiore

Sii il lieve sussurro  Che voce impavida  Infrange nelle dense Maree del mio cuore. Sii gli occhi spenti Di ogni mio sussulto Di notte,  Una curva distratta Che svolta le ombre E rivolge lo sguardo Ai tremiti tersi. Sii luce di un' alba Che sorge e beata Risplende, Tra le vane foschie Del quotidiano Rumore che passeggia Tra fili di tenue Speranza, Nel fondo di un mondo Costretto in un lungo E cauto silenzio Di un muto riflesso Di un Lago Grigiore.