Lontananze e viscere esposte
Spande Una noia degrado Le sue viscere Torbide Nella nuda sua Essenza Tra le fragili Braccia Di una secca terra Rimorso. Alle spalle di un Vacuo tramonto Si desta tramortita Dal peso di un sogno Una recondita Eclissi. Assaporo Più piano E più piano I più lontani Ricordi In cui brevi Si intingono -In pozze di brame- Le nubili ancelle Di una fine dei sensi.