Post

Canto ai piedi di una distesa

Una costrizione dal basso, Chiude l' imbocco L' essenza ridotta Di un cauta Distorsione, Le parole, La voce Di un limite  Che staglia Il suo corpo  In verticale. Una fermata Alla curva In rivolta Riporta Una nuda  Decenza, il ricordo Di grumi di terra. Essenza di noia, Il tragitto porta con sé  Il lento danzare Dei suoi timidi passi. Sottrae la stanchezza  Degli occhi Il rimirar ancora. Il tempo, e il suo Portamento, Tracciano una  Sorte di Scia, di fresca Sortita, Una traccia Lunga Di una distesa, Un affresco  In silenzio Di una luce, Incanto  Di mesta, Infinita, Foce, Una sorta Di Notte  Con sguardo Di mite Serenità.

Un' inconsolata moltitudine

Pendenza, Una moltitudine Inconsolata,  Una solitudine Affilata, Un rigido Pigmento Che penetra  Le carni. Insipida e strana L' umanità di questo Fiocco di stelle. Nel sopraggiungere Di un silenzio Che messi ha Di aurora, Gli occhi di allora Scrutarono  Una tenue dimora, Un ventre passato Che nei battiti lievi Tra sussulti di ore Ancora sussiste.

Poesia su rivista

https://samizdat.be/tersa-bruma-risale-fulgida-notte/?fbclid=Iwb21leAUKT_9jbGNrBQpP-nBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeesYssALcJ7G7EAYg0FzzXxSmg4fezpUfoxrm37s7sUW8VGELXIqGN21FQEI_aem_J-EIwqFx13rsdDYHmkN5Ew Ringrazio infinitamente per l' opportunità la rivista Samizdat 

Le vesti

Intriso Denso Girovago Tenue Tra i flutti Smossi, Tra i cunicoli Sordi, Tra gli angoli Storti Di un assorto Legame. Piange Il sorgere Fresco Di un' alba -Distratta Dal mondo- Un incauto Canto. Sibila Un passo Tra gli altri, E breve risuona Nell' eco Di una candida Ora Una voce. Cala e rivive  Nel lento Disfarsi E tessersi  Nuovo Di un Dono Inconsueto Una sorte, Mite Tra fiocchi Di noia, Tra vani Rumori Di estranee Pareti E pieghe Di vesti -Rimaste Inattese- Di una torbida Immensità.

Caduta in sorte di un mesto abitare

Nausea, Decadono le sorti Delle vesti sirena. Il senso del tempo Fluido arranca A bordo Di un sotterfugio. Brividi affanni Scuotono  Le porte socchiuse Di un mesto abitare. L' ombra di un viso Allo sciogliersi Della soglia Di una porta Lenta collassa. Ritrae le sembianze Di una morte sola La gelida stasi Di un corredo Fuori posto.

Premio Speciale, I Colori dell' anima, 2026, Sezione A

Immagine
 

Una voce in quiete e lontananza

Rivibra, Scuote il dorso, Scioglie i densi Sortilegi  Di un attimo. Ecco, non più Trattiene L' eternità  Un respiro. Un cielo Accoglie  Tra i tersi Bisbigli  Di una foce. Una gemma Avvolge  E il bruno Orizzonte Abbraccia. Rivolge Il volto  Ai fendenti Addii Di una stella Caduta questa notte.

Lenta discesa tra braci e silenzio

Vuoto assorto Tra i lembi Di luce Di questa fatua Sporgenza Non materiale. Sfuma tra le braccia Di una notte che regge Il tramonto  Il raggrinzito desiderio Che svincola Le braci Poste  Sulla discesa Di una silente ricerca.

Stranita riverenza al caso

Brividi nel fondo Di una sincera Confusione, Che in ogni Momento Cala, Si stende  E accade. Assorta Si fonde  Col niente Distratto. Riverso  Sui passi Contriti,  Arranca, E nel tremito  Di una distesa Ghiaccia. Striscia Una difficile Macchia Al suolo Sotto il nome Insoluto, Il non detto, Indicibile All' arido Sole fisso Nel fermo Orizzonte Interdetto.

Increspature sorte

Altrove il canto Di una dimora, Questo tempo muto Veste di attesa E di triste rimpianto Una spelonca. Ridicolo l' angolo Nudo di questo  Tormento, Questo vento che Il mite sguardo Scompiglia Porta nel suo  Abbraccio stretto Il dono del giorno, Una lacrima che  Regge le briglia Della notte, Una sete di torbido Senso,  Vagante tra sospiri Vacui E le increspature -note di una sorte- Di un manto di un  Lago.

Frammento tenue di una piccola scheggia di ora

Orda amara Di essenza Il mite trambusto Dei colti lievi colli Azzanna e appassisce. Terso l' evento al Culmine di questo Lento mite bivacco. Rivive assorta l' indole Fine di questo sentiero, L' indulgenza apparsa  Di questo fosco triste  Pensiero. Arriva al culmine di una Infinitesimale ora Il fermo costretto  Che il respiro battuto  Ammanta, Tra sguardi spenti, E accarezza e socchiude.

L' orma e il silenzio di un fiume

Torbide acque Silenti, Restie al frastuono, Sono l'orma In cui scruto L' ammasso  Sfilacciato Di ore senzienti, Il mio lungo  Cammino In questo letto Sbiadito Di fiume irrisolto. Non si destano Tra i fili di erba I sogni fanciulli In cui torbido Bramavo, In cui attonito Al lungo infinito Risorto rivolto, Respiravo, Navigavo. Mesta e gelata La piazza colma Di sospiri Vuota rimane Al culmine Di questa notte Attesa  Dalla balaustra Immensa Di un lontano Respiro, Balcone Disteso Sul torbido  Volto affacciato Su un mondo.

Evanescenza e sospiro di rose

Riverbera La strana luce Di questo abbraccio Tra le fioche scene E i rumori stremati Di una sbiadita sera. Si torce il tempo  Di un incontro Che fuggì a ovest Di una lacrima E di un pianto. Declina il sorso Di vento  Su cui camminammo Tra le spine e le rocce Nelle falde di un riflesso Che una stretta fu  Ormai dimenticata.

Lontananze e viscere esposte

Spande Una noia degrado Le sue viscere Torbide Nella nuda sua  Essenza Tra le fragili  Braccia Di una secca terra Rimorso. Alle spalle di un Vacuo tramonto Si desta tramortita  Dal peso di un sogno Una recondita Eclissi. Assaporo Più piano E più piano I più lontani  Ricordi In cui brevi  Si intingono -In pozze di brame- Le nubili ancelle  Di una fine dei sensi.

Schegge di una luce che fu

Allacci Fragili, Strette Intrusioni, Superbe riverse Emersioni -A stento appena accennate- Nel continente Vuoto Costellato  Da immense Impronte Di passati detriti, Terra deformata  Dove un freddo Tagliente  Lascia il respiro Morire. E tace ogni traccia Di scheggia  Che visse Abbracciando L' estremo rumore Silente.

Notte di stelle cadenti

Libertà  Lenta Svanisce E a tratti Si assopisce. Il disvelamento Prosegue  Il suo cammino E tra braci risorge. Illumina gli strati  Foschi di una notte  Cupa Una verità assorta, Che cadenza e verbo Ha di grano e frumento. Sbiadisce una maschera Assurda Che il nettare di un cuore Finora ha appena  Ricoperto. La fine delle parole  A tratti  Riluce in fondo, Accanto ai resti  Dormienti Di una mesta Lontananza.

Sbiadito il faro in lontananza

Nave ricordo Vaga nel fondo. Sbiadito il faro Nutre il cuore Di una fine Lontananza. Buia la notte  Sorvolan Le onde  E il riflesso Degli occhi Socchiusi e Restanti. Ai confini Di un mondo Posto in disuso Cala l' ancora Ancora Nei pressi  Di un legno. Cieco galleggia  In una rete Silenzio Accanto a un porto Che ha pelle e salsedine E odore di luce Fioca e discorde.

Avversità amene e tornanti silenti

Vasta vacuità  Le brame  Del tempo Fiera annuncia. Evita il tuono Una prigione  Di rugiada Che il silenzio Avvicina.

Vacuità del branco assolo

Traffico Astratto Nella stretta Maligna E straniera Tra pauci luci E residui di ombre Sbiadite. Sovviene il grigio Perpetuo che attornia Le brame di assolo. Sorte fine immonda Scavalca la bruma Tersa E la corte di anime Assorte Sinché il tempo Perdura cupo  Nel suo Cieco assolo Recondito Buio, estraneo E sporco.

Caducità e amari resti di storia

Solo L' anima  Tra gli scavi incauti Riporto  Al fianco dei suoni Scuri Di un mare. Galleggia  Una strofa di storia E poi naufraga Appena Una coltre di stelle Risorge Dal mite fondo Di un bivio Posto sulle dune Di un buio aldilà.

Tra monti e rovi mesti

Una conquista  Sorta, Lenta, lontana, Al vasto rivolta, Avvolta da nebbie Recondite Questa assorta Inutilità densa Elevata, fine, Ritorta. Sorvolan le alte Vette le grida Mute dei ghiacci Rimasti. Cala l' ombra Su una storia Profonda Che narran le odi Dei monti, I sussurri dello Sguardo dei boschi, La fine essenza Di un manto Che abbraccia  Il sottosuolo Deposto tra i rovi Mesti di un' anima Pia.

Veglia e preghiera

Lucido tepore, Il ricordo di  Un viso Ammanta, Arricciato Attorno Ai cardini Consunti Di un sogno Sfinito. Torna una voce, Una brezza Sul fine passato, Sui tralci sparsi Di questo Mite momento Di vivere. Nostra recondita Tenue tristezza Tra gli scorci Di manto Abbraccia  Di stelle Il calore Al termine Bruno Di una notte Tremore. Lenta  Si adagia Tra lo sguardo Spento di Una preghiera  Lungo la veglia Della nostra Signora dei colli.

Lacrime fini di sabbia e tepore

Striscia serpeggia Una verità tra zolle  E dune coperte Di sale. Gorgeggiano strati Di vento Sotto lo sguardo Dei cunicoli. I sussurri vibrano. Regge l'orizzonte  Una salita di nubi. L' ora si affaccia Sui passi lontani Di una tempesta Dalle lacrime Di sabbia.

Insano scorcio di un attimo a cadere

Diradata penombra Da passi fitti Di luce densa Trafitta. Sorseggio il paco Rumore Di una foschia  Arroccata Tra i fuochi Sparsi nel Deserto Dei campi. Le allodole  In volo Tingono La tela Smunta Di questo Insano Scorcio di Pallido Meriggio.

Il sentiero e la polvere nei passi

Stretto morso Una fitta scura Fissa tra i ghiacci Una scia di pece Delusione. L' erba bagnata, La densa fissità  Che il sole fa calare Tra mostri nascosti E tristi rimorsi. Una carezza ricordo Lontana  Che sorregge Uno strato pendulo Di spirito Su cui si abbassa La mia croce.