Mormora accanto Un fruscio denso Che sibila assorto Tra i folti cipressi Di questo giardino. Con fini occhi Lacrime, In un fitto Silenzio, Fanno luce Che in breve Scema Nella scena Grigia ove Incisero La tenue e muta Venuta al mondo. Spensero le stelle I ghirigori Di un cauto Mondo agli Albori. Tra Sussurri e bui Singhiozzi Grida a fondo La sua paura Un rombo Socchiuso Che ali svetta In un sommo Avvenire.
Mansueto rivoltare Di quelle spoglie Che furono al lume Ridotte tra fili E acri raduni. Notturno pallore Notte rifugge L' immemore sogno Che fu dal tempo Sottratto E nel calice di fuoco Bruciato.
Passano vite Che lenti giaciamo E fitti densi ardenti Trascorriamo Ad attendere. Passano folte maree E voci arcane Il vento sussurra. Scendono bui abissi E un cupo silenzio Adombra l' inizio In fasce sgombre, Nere, dilatate, Di un cuore Che breve Ha un respiro, E occhi ha di alba.
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