Buie notti e limpide candele
Soccombe
Ai margini densi
Di un infrangibile temporale
Il mio fragile distacco.
Ritorna nel sussurrio
Di occhi opachi
Il grido di uno stormo,
Il luccichio ricolmo
Di una bianca chimera,
Il lieve brillio
Di una voce, che in breve
Muta sua spoglie
E indi risorge
Tra il silenzio
Che i fiocchi
Rendono assorto,
Confuso
E nei vaghi contorni
Spettrale, ottuso.
Irrompe negli occhi
Di questa sera ancestrale
L' unica via, sola che resta
E che nel brillio
Tenue dei giorni
Di festa balza via,
In volo
E lontano, lontano
Scappa via, piano
Piano e dirada
Sue labbra
Tra le note scure
Dei ricordi intrisi
Che accarezzano
I lembi sciolti
Di una logora fotografia.
Commenti
Posta un commento