Lacrime dense e sussurri di cemento

Nutre il viatico 

Buio posato

Il ritorno

Distratto

Di vani sussulti 

Di vene cave 

Di un rivolo

Di cuore.


Tra spighe ramate 

E fili sparsi

Di nebbia,

Lo stanco respiro

Sorseggia

Di un' alba muta

Gli occhi piegati 

Dal sibilo denso

Di un tocco

Fitto di gelo.


Lacrime acerbe 

Rigano un volto.


Pallida luna

Adorna 

Una nuda

Coperta

Tra fitti colossi 

Vestiti di cemento.


Vaneggia a sorsi

Un deserto spento

Dal soffio nitido

Di una lunga 

Fiamma di infinito.


Commenti

Post popolari in questo blog

Figlia lontana di cenere e sogni

Respiro indenne

Poesia: a Gloria