C'era un tempo e vagai
C'era un tempo In cui scelsi Lo sciabordare Vicino alle scogliere. Un tempo in cui graffiai Il legno bagnato Che tra lembi di mare Zitto mi condusse. Ci fu poi un silenzio Ambrato, Un insaziabile Scorcio di vento, Un breve, interrotto, Vacuo, distorto, intenso Momento. Navigai ancora ma l'ora Di notte mai fu più la stessa, Presa e dispersa, colma Di note di canti sirene, E subito persa nel fuggire Da un male, nel correre Riverso tra nubi e tuoni Che stringono un cuore A valle di cocci di un crudo dolore.