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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Deposizioni

Mormora accanto Un fruscio denso Che sibila assorto Tra i folti cipressi Di questo giardino. Con fini occhi Lacrime, In un fitto Silenzio, Fanno luce Che in breve Scema Nella scena Grigia ove Incisero La tenue e muta Venuta al mondo. Spensero le stelle I ghirigori Di un cauto Mondo agli Albori. Tra Sussurri e bui Singhiozzi Grida a fondo La sua paura Un rombo Socchiuso Che ali svetta In un sommo Avvenire.

Mai vide l' onda bruna di mare

Torno a coprirmi Di un fardello Di sogno, Posto sul ghiaccio, Dentro uno scrigno. Sorseggia il vento Il rumorio fondo Del vibrare di rami, Il fruscio pensoso Di foglie spente, Il sussurrare denso Di vane parole  Il cui respiro Giace inetto Nei solchi Lunghi Tersi nel fango. Secche nei loro Lividi ardori, Pulsano le vene Orrende Di una stretta Muta Che mai vide Una limpida  Onda di mare.

Risacca di lacrime e un dono

Al varco stretto Di un breve Ristoro di buio, Spigoli e onde Si infrangono  A sera. Zigzagando Tra secche maree E spighe riarse, Tra nude trincee E angoli marci Ristoro una bocca Insipida. Branca un cuore Un ricordo Tra spine e Lieve il profumo Di tenue betulla. Un petalo carezza Si insinua Tra i resti Di una vaga Frescura, Soffice come Un silenzio. Tocchi Di sogni sospiri -Dai passi rilenti- Riecheggiano Brevi Al sorger silente Di un dono Sparuto. Al primo Ticchettio Di una pioggia Ormai variopinta  -Di essenze E di sale- Si quietano voci E sussulti Di tempo. Gli occhi densi Socchiusi Adombrano I semi di cielo, E volgono al mare.

Poesia

Transita nel passo Fine di una nuvola Assorta Il buio confine, Che notte folta Non vana  Trapassa, Che straccia le vesti Tese, ancora affrante,  Al lieto, fine avvenire. Condona un canto Il corpo disteso Dei giorni, Un varco che pende Dai vuoti ancorati Di questo spirito In affanno, Aggrappato stretto Ai piedi  di un' Iperbole Spelonca. Sibila un vanto Che triste sorpresa  Leverà dal fondo Ormai adagiato Su fisse travi Poste Su immenso.

Nuova silloge, Eretica edizioni

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  Disponibile sul sito dell' editore, che ringrazio vivamente  https://www.ereticaedizioni.it/prodotto/andrea-ravazzini-tu-sei-la-terra-il-vento-e-la-luce/?fbclid=IwQ0xDSwMbzpNjbGNrAxvOjWV4dG4DYWVtAjExAAEeeVmXZAP1JPdn_3TKccCM3kzG1cFrTmCp65wQ7A3wK8fPYHV9ixgqkXCLgiw_aem_3T7erVhjeW8yVUK0qloO8Q

Premio speciale I colori dell' anima 13 edizione

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 Ringrazio il presidente Lamberto Garzia e l' associazione per l' opportunità concessami

Poesia2

Notturno Arcano, Disinvolto Leggiadro Monologo Assurdo, Tra vani Sussulti Serpeggia. Brama Di eccelso E vana Tremenda Misericordia Attimi Ispidi Ammanta. Tiepida luce Avanza In artiche Ore, Silenti  Sussurri. Polarità,  Questa veglia Nel grembo Di un tono Che lento Decade Lenta Sussiste. Bianca Vaneggia, Triste Pietra Che ambra Corrode e Leviga Un incanto.

Città

Sole noto, Buia la città, Senza voli, Né passi, Né lontani Brusii  O strani Colori. Straziata Vaga una Vana beltà, Indifesa. Sussiste Colui che  Perso Non ha più  Un nome. Un noto Logorio Pervade Le falle Sparse Nel campo Di nude e Grigi nubi. E il tempo Desueto Scava In un lume Che nero Bisbiglia, Che cupo Non si assottiglia.

Poesia

Desertifica Un' amara promessa Il volger del giorno A suo fine compimento. Salda giace l' ennesima Quiete distratta, Strappata inerte Dai moti ondulati Di un vento incerto. Rivoli di luna persa Spuntano tra gli occhi Spenti di vaghe  Stelle nel fondo Del cielo immerse, Che fuggono Via tra echi Di vane voci disperse.

Poesia

Stasi ispida Sul manto Di un fulcro -Dono di un fuoco- Riecheggia, Dondola via -Asfittica- Varcando Il denso confine Lontano, L' ombra desueta Dell' ultima terra, Tra pieghe lasse, -A tratti vischiose- E voci arricciate, Intrise di rabbia, Accoccolate strette Attorno alla radice Nodosa  Di un candido urlo. Morbida lieve  Sonnecchia adagiata  Con occhi socchiusi A bordo di un fresco, Piano respiro.

Poesia

Limpida scivola via E in arcane terre  Sedimenta Una fievole fiaccola Che nel vento Tremula sussurra. Ormai le croci Disfatte Non hanno Più rose. Ondeggia Assorta Una vaga brezza Ove un canto Disperso Appare risorto.

Sussurri di vite e voci arcane

Passano vite Che lenti giaciamo E fitti densi ardenti Trascorriamo  Ad attendere. Passano folte maree E voci arcane Il vento sussurra. Scendono bui abissi E un cupo silenzio Adombra l' inizio In fasce sgombre, Nere, dilatate, Di un cuore Che breve Ha un respiro, E occhi ha di alba.

Solitudine ferma e brevi istanti

Ecco sprofonda Un' eco selvaggio  Di un turbine Incolto, Un fremito Turpe Che urla dense Atterrisce. Eccomi, Al centro di un tuono, Fragile verso che  Il vento spaurisce, Immondo silenzio Che giace fitto  Nel fondo del petto, Occhi che il tempo, Mesto guardiano, Volge costretti Al cauto deserto.

Poesia XV agosto

Disperse gioie A sorsi Sfumate L' attesa È voce E giogo Diamante. Umile il viso Di questo Viaggio Dal brillio Fosco,  Impenitente. Lacrime Assorte Uno scorcio Di cielo -Fuori dal Grigio Di vento- Convulso  Singhiozza.

Poesia

Al fragore di un denso Ticchettio dimezzato, Trucido, immenso, Onde di bui altopiani -Che ricordi brevi  Lambirono- Posero il fondo A sogni di brama, Al susseguirsi Di respiri  Di mare. Ciechi riflessi Di un' alba Tradita Rendono turbine Offuscato e perso La placida vetta Di questo aggrovigliato Destino. Rendimi le mani, Che io tocchi Ancora la tua Nuda essenza. Mi tocco' Nella fulgida Vita degli occhi Una voce, Che spinse Calore, Che sorse Nel puro Silenzio, E terse radici Di ore Abbracciò  Nel fruscio Crescente Di un umano Chiarore. Tuona ancora Tra fitte scogliere Vibranti, Tra l' eco lontano Di uno sguardo Che striscia In un fumo Di nebbia, Il trapasso Sospeso E affranto Di un mesto Cuore Che pulsa Inerte Come cruda Carcassa.

Poesia

Plumbea Neve sibilla, A un'arcana corte Di mesti sospiri Avvinghiata, Tremito di Lunga voce, Nottata Fitta di Lacrime amare, Al dondolare Dei fiocchi Redenti Artiglia. Venne con Manto stracciato -Al varcar delle porte  Di un anno passato- Il tiepido sfrigolio Di un silenzio Ombrato.   Posero La luna E di stelle  Il respiro, Innanzi A un fitto destino, I resti dispersi Di cocci e di calici Dismessi. Venne a bussare Al vetro interrotto, Al finir dell' ebbro Raduno di foglie, Una brezza  Mai paga E spezzata. Cadde uno sguardo, Raccolto dal sonno, Affine a quel denso Principio, sul freddo Ossuto manto Di cenere invera Che sorse al buio In una vaga terra natia.

Poesia

Nero livore Ansima La tregua Regina Che lievi rintocchi Concede, Tiepida pace di te.

Nutrito calice d' ombra

Invano deposto Sul ciglio fine Di un battito Fondo, Fermo Restai  Brusco Assopito Ai lati scrostati Di un pallido Frigido Mondo. Mesto pensai A una sorte Marina, Alla riva Di incanto Che sfugge Distante. Lieve diradai -Nel fosco Silenzio Del grano- Le messi Raccolte Con tiepide Braccia. Al buio Silenzio Di quest'ombra Dipinta In opaco reale, Ancora  Nel porto -Assorto Nel grigio Silenzio- Scostai La rotta Desueta  Interrotta Di un pianto Trafitto. Lenta parola Vagava Nel rombo  Disciolto Nel fango. Adagiato Breve  Un respiro Sorgeva Su acque A venire, Su trecce  Abissine  Che radici Distaccano Brune Dagli occhi Socchiusi Di un fitto Scarno mondo. Invano accolsi Ai lati Di un sogno  Le membra Sottili Di un passato Abbracciato Da un fuoco Sottile, Il mutare Lento A saltelli E balzoni Scostanti Di un loto  Succinto Nel grembo Confine Di un fiore Ormai diradato.

Assoluzione e notturno tepore

Tiepido levigato Triste abbaglio, Rincuora un Placido Ispido dono Al lieve disperdersi  Negli ultimi passi Di una voce Di un coro.  Vacuo filo di sorte Senza respiro Trattengo. Serpidi sogni  Nell' era  Contratta  Di una rivolta Deserta Volteggiano. Stretto In strati Assopiti Del buio Più denso Mi avvolgono. Ombra fievole  Di un passato Che brilla lontano, Un sibilo Storto Di pallida luce Accanto, muto, Irrisolto  Rimpiango. 

Assolo

Scontornata un po'  Scivola via Tra i densi faggi, Arcaici pensieri E radici di sibilo Assorto, Una breve Misura, Una chioccia Che sembianze Adorna In una volta Succinta,  Ambrata. Un folto ritorno Vibra e tende Le mani sottili  In un tiepido Boato di mare. Un frivolo scarno, Petalo appena Posato, Trascinato Dal vento. Un livido Pianto Accanto veglia Assurdo Momento Ove brilla Una goccia Di tempo Che brivido Scende Dalle stelle Lontane. Un gioco Maestrale Vaga in Sussulti, Che breve notte Sul volto pallido Annuncia.

VI Agosto_Poesia e Presenza_

Irrealtà  Vetusta, acerba Luna di notte. Volge al giorno, Muto, Un fievole Incontro. Balaustra Spezzata, Questo iracondo Sconnesso Reclinato declino. Insipido assaporo, Immerso Nel giogo andante, Una ruvida densa Acclamata presenza.

Note al levarsi di fosco brusio notturno

Ninfea Di allora, Che notte che fu All' ombra di ori Impregnata, Il denso profumo A stelle ormai Spente, immenso Rivolse. Variopinta e  Sfocata melma Di sguardi Dal tempo posati E da un cielo Distratto raccolti, Un rivolo fermo Di deposte luci Contratte Denso riaccolse, Al finir di una Diradata serata Che nuvole Disadorne In polvere e vento In brevi silenzi Smarrí.

Nudo viadotto, posto in frammento

Tornammo  Nel posto nascosto, In questo solo, Ultimo tempo. Pallide ombre, Silenzi aggrappati Ad un mondo Scomparso, Reietto. Gocce Che voce Tendono Ad un lembo Disperso. Foci Interrotte Lontane Allo sguardo, Incarnate Sul fondo Indisposto Di un lieve brillio, Che transita Accanto A un fitto, Incostante minuto.