Nutrito calice d' ombra

Invano deposto

Sul ciglio fine

Di un battito

Fondo,

Fermo

Restai 

Brusco

Assopito

Ai lati scrostati

Di un pallido

Frigido

Mondo.


Mesto pensai

A una sorte

Marina,

Alla riva

Di incanto

Che sfugge

Distante.


Lieve diradai

-Nel fosco

Silenzio

Del grano-

Le messi

Raccolte

Con tiepide

Braccia.


Al buio

Silenzio

Di quest'ombra

Dipinta

In opaco reale,

Ancora 

Nel porto

-Assorto

Nel grigio

Silenzio-

Scostai

La rotta

Desueta 

Interrotta

Di un pianto

Trafitto.


Lenta parola

Vagava

Nel rombo 

Disciolto

Nel fango.


Adagiato

Breve 

Un respiro

Sorgeva

Su acque

A venire,

Su trecce 

Abissine 

Che radici

Distaccano

Brune

Dagli occhi

Socchiusi

Di un fitto

Scarno mondo.


Invano accolsi

Ai lati

Di un sogno 

Le membra

Sottili

Di un passato

Abbracciato

Da un fuoco

Sottile,

Il mutare

Lento

A saltelli

E balzoni

Scostanti

Di un loto 

Succinto

Nel grembo

Confine

Di un fiore

Ormai diradato.




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