Brevità (Vita Segreta)

 Brevità (Vita Segreta)



Nudo, il nitido suolo 

Inonda un tacito pianto,

Le pallide sorti eresse

Su un opaco versante.


Si cala tra i monti coperti 

Un duro rimpianto.

Il canto di un'aria sgomenta

Gli occhi irrequieti intrude 

In una caduta, in una veglia 

Dismessa, che fine e luci 

Ha di sera.


Terra bruna,

Che di cenere ha l’orma,

Geme tra nubi e ricordi. 

Fu bocca riarsa tra scaglie 

Sottili di fuoco e dolore.


Una vastità -protesa- si erge. 

Muta si spoglia e s’incarna 

Nel dileguarsi puro 

Della brevità di uno sguardo.


Lucida ombra -gli occhi riflessi

Di un sottile germoglio-

Nel corpo meriggio

Si invera. Nuda assottiglia

Il suo capo riverso

Nel fragile manto di un lungo 

Tramonto, 

Che impavido sfiora -indenne-

Il sangue del trucido gelo montano.






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